Numana: il borgo sulla Riviera del Conero e la sua spiaggia

Numana. Ovvero la regale Humana che sulla Riviera del Conero regna sovrana. Dov'è? In provincia di Ancona. Si tratta di una città in cui si contano all’incirca tremila abitanti, quindi dalle modeste dimensioni. Così come è modesto anche il suo carattere. Similmente alle persone umili, che paiono quasi insignificanti, mentre celano un inestimabile tesoro interiore. Ecco cos'è Numana.

Certo, questa città non è affatto disprezzata. Anzi, il suo cuore è grande così come sono grandi le ricchezze che dona a chi la visita. Perché questo approfondimento verte su Numana? Per via della sua personalità tra il lato selvaggio (nonché autentico) ed il suo indomito spirito romantico. Affacciandosi sul mare, si esprime di per sé una dichiarazione d’amore per l’affascinante blu.

A Numana si respira un’atmosfera dalle note contrastanti tra dolcezza e sfumature mistiche ma al contempo combattive. Chiunque abbia un carattere impavido, non teme né di amare né di difendere ciò che ha di inalienabile. E chi si riconosce in tale descrizione, allora non resterà deluso, recandosi a Numana. Ebbene, si comincia.

Numana e spiritualità: l’identità cristiana in legno di cedro è custodita dal suo Crocifisso

Al centro del cuore di Numana c’è la spiritualità. Ed è in questo battito spirituale che si scolpisce l’identità cristiana, avendo come protagonista il Santissimo Crocifisso. Secondo quanto tramandato dalla tradizione religiosa, questo crocifisso proviene dalla Terra Santa. Si tratta, perciò, di un vero e proprio reperto, più unico che raro.

Cos'ha di straordinario il Santissimo Crocifisso di Numana? Esso sarebbe stato scolpito dall’Evangelista Luca e da San Nicodemo, quali personaggi chiave nella storia di Cristo. Precisamente, nel momento in cui grazie all’aiuto di Giuseppe d’Arimatea, loro deposero il corpo di Cristo dalla croce e lo seppellirono.

Il Santissimo Crocifisso di Numana fu realizzato in pregiato legno di cedro. Dopo la sua realizzazione venne custodito presso la dimora di un ebreo. Un giorno, però, il Santissimo Crocifisso di Numana fu scoperto e vandalizzato. E la violenza fu talmente brutale, che prese a sgorgare del sangue. Così, i violenti smisero di percuoterlo e lo portarono in salvo in una Sinagoga.

Numana: come giunge il Santissimo Crocifisso in terra nostrana?

Si narra che per opera di Carlo Magno, oggi è possibile contemplare il Santissimo Crocifisso di Numana. Egli, in quanto Imperatore del Sacro Romano Impero, si sentì tanto ispirato quanto affascinato dal potere religioso del simulacro. Così, Carlo Magno si impegnò a portare il Santissimo Crocifisso in dono a Papa Leone III.

Purtroppo, durante il viaggio, si abbatté una tempesta che costrinse Carlo Magno ad approdare al porto di Numana. Inizialmente, vi trovò riparo. Dopo, però, non mancarono ulteriori difficoltà, tra cui terremoti e la dispersione in mare. Ciononostante, il Santissimo Crocifisso fu ritrovato. Dapprima, il simulacro fu custodito nella Chiesa di San Giovanni Battista. E poi esso fu collocato nel centro di Numana, accanto alla Torre.

Numana: l’Arco di Torre è il suo simbolo nonché l’unico reperto medievale

In ogni città che si visiti esiste qualcosa che la rappresenta. Un simbolo ad essa legato da tempo immemore. È questo è vero anche per Numana. Qui, infatti, resiste ancora oggi l’Arco di Torre. Sebbene di arco, effettivamente sia rimasto ben poco. Che cos’è, per l’esattezza?

Si tratta dell’unico reperto di Numana risalente al Medioevo. L’Arco di Torre è stato costruito con pietre che rispecchiano lo stile proprio dell’epoca romana. A quale scopo è stata eretta la costruzione? Difficile dirlo. Tuttavia, circa le sue origini sono state formulate le seguenti ipotesi:

  • Una parte del campanile di una chiesa ormai inesistente;
  • Alcune mura cittadine;
  • Torre di avvistamento.

Attualmente Numana sfoggia ciò che resta dell’Arco di Torre con orgoglio. Non lo si potrebbe più definire torre, poiché la sua forma è cambiata assumendo le sembianze di un mero arco a sesto acuto. Ciononostante, l’Arco di Torre domina sul promontorio della città, sovrastandone il porto. Ovviamente, da qui, il panorama è spettacolare.

Numana: il suo spirito marinaro si respira nella Piazzetta della Torre

E restando in tema di vedute panoramiche, a Numana c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Già, perché percorrendo Via Roma, si giunge alla Piazzetta della Torre. È un itinerario nel quale si respira l’autentico spirito marinaro della città. Poiché, sul tratto panoramico che dalla piazza si affaccia sulla Spiaggiola, si trova la Statua del Pescatore.

In ogni respiro di Numana c’è tanta bellezza, ritratta nel suo aspetto urbanistico composto da:

  • Vincoli stretti ed intrecciati, proprio come le reti dei pescatori;
  • Le case caratteristiche, tinteggiate scegliendo tonalità pastello;
  • Balconi ricolmi di fiori.

Giungendo, infine, davanti alla Statua del Pescatore, si può notare che l’installazione bronzea non ritrae uno qualunque, bensì un uomo che ha fatto la storia di Numana. Egli era Altibano Bartolucci, altresì noto come Altì. O almeno questo era il soprannome che gli hanno dato i compaesani.

Per quale ragione hanno dedicato una statua a questo pescatore? Egli diviene celebre anzitutto per aver vissuto navigando a bordo della sua barca, dal nome Aquila dei Sette Mari. E poi, per la sua somiglianza con l’attore Charles Bronson. A causa del suo aspetto fisico che ricordava il famoso divo, Altì veniva talvolta chiamato addirittura con il nome dell’attore. Di chi è l’opera? La Statua del Pescatore di Numana è stata realizzata dallo scultore Johannes Genemans.

Numana: sapore di mare e relax arrivano dalla Spiaggiola

Avendo citato la Spiaggiola, ora è il momento di approfondirne le peculiarità. Non è l’unica spiaggia presente a Numana. Ma si comincia da essa, in quanto visibile dalla centrale Piazzetta della Torre. Cos'ha di caratteristico La Spiaggiola? Oltre ad avere la comodità offerta dai servizi essenziali per l’igiene e la riservatezza, qui si sogna anche ad occhi aperti.

Sembrerebbe quasi improprio definirla soltanto una spiaggia, poiché si tratta di una vera e propria piscina naturale, incastonata in una baia. Questa, a sua volta, data la sua posizione garantisce la calma e la tranquillità, perché in questo preciso punto il mare è placido. Com'è la sabbia? E qui arriva il bello. I piedi poggiano su di una ghiaia fine e curata; perciò, La Spiaggiola di Numana è praticamente adatta a tutti.

Come si può raggiungere questo gioiello balneabile? Con estrema facilità. Il miglior modo che ci si possa aspettare è a piedi, quando il posto è vicinissimo. Infatti, si può raggiungere La Spiaggiola di Numana camminando per il sentiero a partire da Piazza Nuova oppure attraversando il porticciolo in direzione nord. Inoltre, è disponibile la navetta gratuita, che partendo dal centro della città conduce i bagnanti al mare.

Numana e l’inclusività: la balneazione è garantita grazie alla Spiaggia accessibile

Il litorale di Numana è ben attrezzato soprattutto per chi ha bisogno di strutture particolari per la balneazione. Infatti, la città dispone di una spiaggia priva di barriere architettoniche, ma fornitissima di attrezzature per le persone con disabilità. Essa è ubicata tra gli stabilimenti balneari “Cavalluccio di mare” e “Bellariva”. Perché il mare è un diritto di tutti.

Nel dettaglio, la Spiaggia accessibile è munita di:

  • Posti auto riservati;
  • Scivolo per agevolare l’accesso alla spiaggia;
  • Passerella per facilitare il raggiungimento del mare;
  • Due gazebo per godere dell’ombra;
  • Bagno;
  • Spogliatoio con doccia calda;
  • Ombrelloni;
  • Lettini da mare rialzati;
  • Sedie job per una balneazione in sicurezza.

Come si gusta Numana? Nel tradizionale piatto dei Vincisgrassi al sugo di pesce

Se ci si reca a Numana, ci sono tante prelibatezze da gustare. Tra tutte le ricette del Conero, eccone una tipica: i Vincisgrassi al sugo di pesce. Quest'è per celebrare l’autoctono gusto dell’atmosfera balneare, che qui abbonda. Non si può fare a meno di notare, tantomeno di gustare qualcosa a base di pesce, per l’appunto.

In ogni piatto di Numana, così come in quelli della Riviera del Conero, si assapora la dedizione al mare. L’acqua, dunque, è la protagonista della quotidianità. Ma soprattutto una poesia che si decanta, giorno dopo giorno.

Numana: ecco gli ingredienti dei Vincisgrassi al sugo di pesce

Allora, quali sono gli ingredienti per preparare i Vincisgrassi al sugo di pesce? Conviene prenderne nota, così da fare bella figura e conoscer appieno il Genius loci culinario. Innanzitutto, occorrono seicento grammi di sfoglia all’uovo non troppo sottile e tagliata a riquadri. Poiché in tale contesto la sfoglia è la base del piatto.

Dopodiché, per la farcia dei Vincisgrassi al sugo di pesce servono:

  • Due chili di cozze;
  • Un chilo e mezzo di vongole;
  • Dieci code di scampi;
  • Cento grammi di gamberi sgusciati;
  • Cento grammi di calamari nettati ed affettati;
  • Una seppia nettata e tagliata a dadini;
  • Un decilitro di olio extra vergine d’oliva;
  • Due spicchi di aglio tritati;
  • Uno scalogno affettato sottilmente;
  • Un decilitro di vino bianco secco;
  • Due cucchiai di prezzemolo tritato;
  • Burro per ungere la teglia, durante la cottura
  • Del peperoncino per il soffritto.

Numana: così vengono preparati i Vincisgrassi al sugo di pesce

Una volta procurati gli ingredienti per i Vincisgrassi al sugo di pesce, si può procedere con la preparazione. Bene. Per prima cosa si prende una pentola e vi si mettono le cozze per aprirle e asportarne i molluschi. Poi, si filtra l’acqua delle cozze con un colino e la si conserva per un passaggio successivo. E si provvede a fare altrettanto con le vongole. Se vi sono delle cappe che restano chiuse, vanno buttate.

Successivamente, si prende una grande padella in cui si prepara un soffritto con: aglio, scalogno e peperoncino. Ed assieme ad essi, vi si cala la dadolata di seppia insieme ai calamari. Così, il tutto va mescolato fin a farlo insaporire. A questo punto, si aggiungono anche: cozze, vongole, code di scampi e gamberi. E si attende per alcuni minuti, affinché si cuociano.

In seguito, si versa il vino bianco secco e lo si lascia sfumare. Poi, vi si unisce l’acqua di cottura sia delle cozze che delle vongole, cuocendole a fiamma moderata, con il prezzemolo tritato. Una volta terminata la cottura, è il momento di lessare e sbollentare la sfoglia a riquadri nell’acqua salata. Essa va scolata ed asciugata per mezzo di un canovaccio. Nel penultimo passaggio, si imburra una teglia, all’interno della quale si dispone la sfoglia a strati, alternandola con il sugo di pesce.

Adesso la teglia va infornata, cuocendola ad una temperatura tra i 180 ed i 200 gradi. Per tale cottura occorrono tra i quindici ed i venti minuti di cottura. Infine, si possono servire i Vincisgrassi al sugo di pesce, badando che siano ben caldi. Buon appetito.