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| LE PAROLE DEL MARE |
| Vita sotto i ghiacci |
Tra i tanti misteri dei mari, uno particolarmente affascinante è quello che riguarda la vita sotto il ghiaccio, la vita degli iceberg, la vita stessa di quegli splendidi mammiferi che rispondono infine al nome di foche e trichechi, o di uccelli particolarissimi come i pinguini. In quanto ai ghiacci ed alla superficie ghiacciata poi, una figura sinistra è quella rappresentata dagli iceberg, la cui fama è stata amplificata da tanti film e libri, da tante storie di navigazione, come quella legata all'affondamento del grande Titanic.
Ad ogni modo gli iceberg possono essere artici ed antartici: i primi sono più piccoli per estensione ma più alti e profondi (600 metri di larghezza e circa 300 di profondità). I secondi sono invece molto più estesi (anche decine di chilometri), ma sono molto più bassi degli altri. Passare tra i lastroni di ghiaccio - anche oggi - resta un'operazione piena di incognite e di rischi. La possibilità che si rimanga incastrati, infatti, esiste e la storia del passato insegna che questa non è un'evenienza così peregrina. Addirittura la cronaca di qualche anno fa (1988) racconta di come siano rimaste incastrate nei ghiacci non navi, bensì balene, il che avvenne in Alaska. Le balene in quel caso vennero aiutate a salvarsi (non tutte ci riuscirono) ma in definitiva non è raro che queste ed altre creature possano immergersi e poi trovarsi impossibilitate a riemergere a causa della glaciazione della superficie.
La superficie ghiacciata dei Poli si chiama Pack, sotto di essa si possono incontrare anche vari animali che vanno a caccia di pesci, krill o altro. Per esempio le foche che possono raggiungere i 400 metri di profondità restando in apnea fino a 20 minuti. In particolare la foca di Ross, quella di Weddell, la foca mangiatrice di granchi e la foca leopardo vivono tutto l'anno in questa zona. Il molto grasso corporeo - com'è noto - le difende dal freddo, isolando e proteggendo gli organi interni dal freddo. Ciò non toglie comunque che gli organi abbiano particolari adattamenti che permettono loro un corretto funzionamento in un ambiente così estremo. Il latte di cui si nutrono i piccoli è ricchissimo di grasso così da potergli garantire una cospicua quantità di lipidi per difendersi dal freddo.
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