|
| LE PAROLE DEL MARE |
| Tesori in Atlantico |
Sono davvero inestimabili i tesori che dovrebbero giacere in fondo all'Atlantico a giudicare dai tanti traffici - anche preziosi - che intercorsero tra Europa ed Americhe a partire dal XVI secolo circa. Di questo si sono occupati - e lo fanno ancora - gli appassionati di archeologia subacquea, quelli di storia e di storia della navigazione in particolare.
Del resto, molto si è favoleggiato sull'entità degli stessi patrimoni dispersi sui fondali: in molti casi fantasticando oltremisura. Molto si è detto ad esempio su quello perso in mare dalla Invincibile Armada messa su da Filippo II di Spagna per fronteggiare gli atti di pirateria dei corsari inglesi. L'azione di aggressione alle isole britanniche nel 1588, non andò a buon fine e l'Armada - che nel frattempo aveva scelto le rotte a Nord della Scozia - fu vinta da tempeste violentissime. Pare che i 60 galeoni finiti in fondo al mare contenessero ricchezze pari a qualche centinaio di miliardi.
Altre navi celebri finite in fondo al mare in quegli anni sono il Florentia e il Girona, ritrovato nel '67 nel mare d'Irlanda e ritrovato grazie al nome della baia "Port na Spanioach" che richiamava appunto un approdo o un naufragio di navi spagnole. Molti poi i galeoni finiti sott'acqua nel mar dei Caraibi o nel Golfo del Messico. Sono quelli in genere carichi dei bottini delle popolazioni indigene. Inutile aggiungere che, per alcuni, certi naufragi furono il segno della maledizione degli indigeni e delle conseguenze di quella insaziabile "auri sacra fames" che tormenta gli uomini..
|
|
|