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| LE PAROLE DEL MARE |
| Scorfano |
Non bello, con tanto di barbetta, barbigli e appendici, lo scorfano fa della sua debolezza (l'aspetto sgradevole) la sua forza, dal momento che questo gli consente di mimetizzarsi, il che poi costituisce l'arma migliore di cui è in possesso (lo fa sia quando caccia che quando viene cacciato). Già da questo si desume che lo scorfano è un predatore che vive facendo agguati, tendendo trappole alle sue vittime prendendo l'aspetto dei fondali che frequenta.
Appartenente alla famiglia degli scorpenidi, nel Mare nostrum tre sono le specie di scorfano più comuni: lo scorfano rosso, il più grande, che vive lungo le pareti rocciose profonde; lo scorfano nero, che si apposta invece fra le rocce più superficiali; lo scorfanotto, il più piccolo, che si nasconde lungo le pareti in ombra e alle alte profondità sui fondali di sabbia e fango. Il suo mimetismo non è limitato comunque alla sola assunzione dei colori dei fondali, ma si arricchisce anche di tutte quelle creste, barbigli ed escrescenze della cute che confondono i contorni del corpo e nascondono la fessura lineare delle labbra o il cerchio degli occhi.
Vivendo appostati tra le rocce, essi preferiscono poi cacciare, soprattutto di notte. Da questo punto di vista è singolare la tecnica che adottano, dal momento che sono in possesso di un'apertura della bocca assolutamente ragguardevole, per la quale - con uno scatto in avanti della mandibola - la bocca stessa si trasforma in un imbuto, con cui risucchiano la preda.
Un'altra loro arma decisiva è costituita poi dal veleno che sono in grado di produrre come arma di difesa e che inoculano in principal modo tramite i raggi della pinna dorsale. La puntura degli scorfani provoca dolori martellanti e, a seconda delle dimensioni del pesce e del proprio stato di salute, la vittima può andare incontro a varie forme di disabilità parziale (alcune ore) o momentanea, si può giungere a perdere conoscenza, soffrire di vertigini, ipotensione, abbassamento della frequenza cardiaca, disturbi della respirazione. La tossina - si tratta di una cardiotossina - viene disattivata con il calore.
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