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| LE PAROLE DEL MARE |
| Pesci predatori, pulitori, chirurghi e criptici |
Come accade praticamente sempre in natura, anche in mare la catena alimentare vede in atto una serie di comportamenti che non escludono - tutt'altro - il ruolo dei predati e dei predatori, di quelli che vivono dei resti altrui e di quelli che agiscono di astuzia piuttosto che di forza. E' la dura legge della sopravvivenza che è tanto più inevitabile quanto più inospitale è l'ambiente in cui si vive o quanto più esso si presenti affollato, come nel caso dei mari freddi o di quelli tropicali.
Basti pensare che nel Mar Rosso vivono ben 1000 specie di pesci, e ben 2000 nei pressi della barriera corallina, per rendersi conto della difficoltà di sopravvivere. Alcuni pesci (farfalla e altri) hanno bocche allungate, setole e dentini per pescare tra i polipi dei coralli; altri hanno possenti dentature per rompere e sgranocchiare le madrepore. Altri hanno bocche talmente robuste da poter mangiare anche granchi e ricci. Altri ancora passano tra i denti di pesci più grandi per ripulire gli interstizi e per alimentarsi, offrendosi quindi come ottimi collaboratori di pulizia.
Ci sono poi quelli criptici che si confondono con il substrato per non essere predati o per tendere l'agguato alle prede, come il pesce trombetta tra le gorgonie o il pesce pietra tra le rocce, da dove colpisce la preda ignara con gli aculei velenosi. In alcuni casi il criptismo permette addirittura di avvicinarsi ai predatori e rubacchiargli qualcosa (lo fanno alcune murene).
La colorazione non sempre è usata per nascondersi, in alcuni casi serve a rendere visibile e ben riconoscibile, quindi avvisare il predatore che la potenziale preda è indigesta, velenosa. Il colore che cambia repentinamente può anche segnalare lo stato di allerta e avvertire un predatore di essere stato avvistato e di non essere una facile preda.
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