Le barche ebbero un ruolo centrale per la prosperità di Roma verso il Mediterraneo. Le navi erano di due tipologie: le naves onerariae di grosso carico utilizzate per i traffici e per trasportare gli uomini durante le guerre e le naves longae, ovvero navi lunghe e strette specificatamente da battaglia, munite di uno sperone di ferro a tre punte che serviva per affondare le navi nemiche.
Le navi da combattimento le actuariae e le liburnae erano molto veloci , costruite sul modelle delle imbarcazioni dei pirati.
La velocità delle navi da guerra dipendava dal numero dei ranghi di remi; la più comune era la triremi.
Il comandante della flotta era il Praefectus classic, ossia il console in persona, il capitano era il nauarchus. I rematori erano per lo più schiavi. Essi remavano seguendo un ritmo di tempo scandito.
I marinai erano solitamente uomini liberi forniti dalle città alleate a Roma
Nelle flotte romane molto importante era la religione, i marinai soprattutto erano particolarmente superstiziosi ed osservavano precise consuetudini che avevano come buon fine l’esito del viaggio.
Sulla prua della nave venivano dipinti due occhi che allontanava gli spiriti maligni. Inoltre per essere propizi verso gli dei, si cercava di avere a bordo un uomo pio. Le donne non erano ammesse sulla nave.
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