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| LE PAROLE DEL MARE |
| Nuoto pinnato |
Un'altra variante del nuoto è quella del "nuoto pinnato", diventato in breve una disciplina sportiva a sé stante. Benché in Italia non sia particolarmente conosciuto e il numero dei praticanti non sia altissimo, il nuoto pinnato è invece sport di grande prestigio, almeno in un'altra quarantina di paesi del mondo. Tra questi soprattutto Russia e Cina. In quanto alla gara, il pinnato ne contempla su varie distanze: alcune di queste vengono svolte in apnea, come nel caso dei 50 metri. In gara poi, si può usare il boccale o il tombolino, il che avviene se la gara viene svolta a livello dell'acqua o invece sott'acqua. Nato poi con il solo obiettivo di favorire l'uso delle pinne nella pesca subacquea, questo sport divenne autonomo solo nel 1984. Da allora, attraverso lo sviluppo di programmi per la formazione e l'aggiornamento degli operatori, la stesura di testi tecnici, la messa a punto di regolamenti agonistici, il continuo aggiornamento tecnico-scientifico, il nuoto pinnato italiano ha conseguito, in ambito internazionale, risultati di assoluto prestigio. La continuità di tali risultati e l'intensa attività promozionale giovanile garantiscono il futuro di questa disciplina, la cui attività agonistica si propone oggi attraverso una fittissima serie di campionati e manifestazioni. L'Italia, ad oggi, presenta atleti di assoluto valore. In una delle gare più spettacolari, i 100 metri in superficie, si sono sfidati più volte campioni del calibro di David Landi, campione del mondo della specialità, Francesco Turcato campione europeo dei 50 apnea e Luca Tonelli, medaglia di bronzo ai campionati mondiali nei 200 metri.
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