Il termine Mediterraneo deriva dalla parola latina Mediterraneus, che significa in mezzo alle terre.
Culla di civiltà e di storia è stato il primo mare ad essere scandagliato, ed è ritenuto da molti studiosi il residuo dell'antico Mar della Tetide che dai Pirenei, ricoprendo molte delle attuali terre emerse, si estendeva fino all’Himalaya.
L'ampio sollevamento del fondo divide in Mediterraneo in due bacini, uno occidentale e l'altro orientale, divisi a loro volta in mari e bacini minori.
Ha due punti di massima profondità, uno per bacino, individuati nel Mar Tirreno, con una fossa di 3.625 mt., e nel Mar Jonio ,con 5.092 mt., ai quali si contrappongono due batimetrie minime di circa 300 mt. corrispondenti con lo Stretto di Gibilterra e con il Canale di Sicilia.
il Mediterraneo è il punto d'incontro delle zolle dei tre continenti che lo delimitano,
attualmente ancora in fase di assestamento tanto che lo sviluppo delle catene montuose,
sia sottomarine che superficiali, è ancora in crescita.
Una forte evaporazione (ridotta nei mesi estivi dalla mancanza di venti e da un’elevata umidità) e un ridotto apporto di acque dolci fluviali, fanno si che il Mediterraneo sia in costante deficit idrico. Questo viene compensato dall'oceano Atlantico che annualmente riversa nel Mediterraneo, attraverso lo Stretto di Gibilterra, tra i 36.000 e i 38.000 km³ d'acqua. Questo apporto di grandi quantità d'acqua, provoca forti correnti durante tutto l'anno.
Le correnti superficiali mediterranee originano tutte dall'afflusso di acqua atlantica e seguono in prevalenza degli andamenti di tipo ciclonico, cioè antiorario; quelle intermedie hanno origine nei mesi invernali in conseguenza ai cali di temperatura, interessano lo strato d’acqua compreso fra i 200 e i 600 metri e si muovono in senso opposto a quello delle correnti di superficie. Infine le correnti di profondità interessano due aree del Mediterraneo, il bacino ligure provenzale e lo Ionio; in entrambi i casi le correnti originano nella stagione invernale in seguito ad un rapido raffreddamento delle acque provocato dal vento.
Nonostante il mar Mediterraneo sia un mare oligotrofico, cioè povero di nutrienti, in esso è presente una grande biodiversità. Una eccezione si presenta alle foci dei numerosi grandi fiumi che vi affluiscono, dal Nilo al Rodano, dall'Ebro al Po: i loro delta formano veri e propri ecosistemi diversi sulle coste del Mare nostrum.
Nell'ecosistema costiero un ruolo fondamentale è svolto dalla Posidonia oceanica, che grazie al suo sviluppo fogliare produce un'alta quantità di ossigeno, e contribuisce inoltre al consolidamento dei fondali e delle spiagge, proteggendole dalla erosione. Attualmente la Posidonia è in forte regressione in tutto il bacino mediterraneo, a causa dell'inquinamento chimico ma anche dell'"aratura" dei fondali provocata dalle ancore delle barche e dalla pesca a strascico abusiva sotto costa.
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