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| LE PAROLE DEL MARE |
| Isole di un giorno |
Ci sono isole, tutte rigorosamente di origine vulcanica, la cui esistenza non solo è fortemente precaria ma la cui vita in qualche caso è davvero durata il breve volgere di un mattino. La ripresa dell'attività vulcanica intorno all'isola di Panarea, ha ricordato quanto accaduto di fronte a Sciacca (Sicilia) nel 1831, allorché era emersa un'isola del tutto nuova che venne chiamata Ferdinandea. L'isola sorse a causa di un fenomeno vulcanico, cosa del resto comune nei mari, considerando che al di sotto degli oceani scorrono ben 70.000 chilometri di dorsali oceaniche che determinano circa l'80% del magmatismo che si verifica annualmente sul pianeta.
Anche il Tirreno non fa eccezione. Proprio qui è posto il vulcano Marsili, più grande dell'Etna, la cui pericolosità però appare più controllabile dal momento che si tratta di una bocca chiusa dalla forte pressione esercitata dall'acqua e quindi come tale attutita non poco.
L'isola di cui si diceva comunque, Ferdinandea, fu così battezzata in onore di re Ferdinando II, re delle Due Sicilie, mentre il fatto che fosse posta al crocevia di rotte e traffici mercantili di non scarsa importanza finì quasi per mettere a rischio gli stessi rapporti internazionali con il Regno Unito. L'isola poi risprofondò in breve tempo ma non si tratta dell'unico episodio del genere dal momento che si può ricordare tanto il fenomeno dell'isola di Surtsey (Islanda) verificatosi negli anni '60, quanto quello verificatosi nelle isole Salomone dove c'è un'isola comparsa e scomparsa ben 9 volte dal 1939 ad oggi.
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