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| LE PAROLE DEL MARE |
| Galee |
Poca igiene, l'uso a turno delle stesse amache e brande da parte dei diversi membri dell'equipaggio, e poi ancora un regime disciplinare durissimo che andava dalla "cala" in mare (cioè un'immersione forzata legati a delle funi) fino al taglio delle orecchie, all'impiccagione e allo squartamento. Tutto questo e anche altro era la vita nelle galee del passato che del resto viaggiavano anche con 200 o 300 uomini di equipaggio e la cui propulsione - originariamente a remi, anche grazie al ricorso alla schiavitù - in breve sarebbe poi passata alle vele con un sensibile miglioramento delle stesse condizioni di vita (e di lavoro) dell'equipaggio.
Una bella descrizione della vita in galea ci è fornita da un documento pontificio che la descrive fin nei particolari."La galea è lunga, stretta e bassa; ha una sola coperta e sotto è divisa in sei camere: la camera della poppa per i capitani, i gentiluomini e per altre persone di rispetto. Lo "scandolaro" è una camera contigua a quella di poppa: vi si conserva una parte dell'arme e delle altre robe della gente di poppa e vi sta anche qualche botte di buon vino. Dopo lo "scandolaro" è la camera detta compagna, che serve come dispensa, nella quale sta il vino e il companatico, in pratica la carne salata, il formaggio, l'olio, l'aceto, i salumi, il "pagliolo" è la camera dove si tiene il biscotto, la farina, il pane, le fave, il riso, l'acqua, a questa è congiunta la camera di mezzo, nella quale si tengono le vele, una parte del sartiame, la mercanzia, le armi. L'ultima è la camera di prora: qui stanno i marinai e le loro robe; il cappellano e il barbiere hanno la loro posta per il dormire e per i medicamenti. Sopra coperta, la galea è divisa in tre parti: poppa, luogo particolare dei capitani, dei nobili e di quelli che governano il timone; i remaggi, dove sta la ciurma a vogare; prora, innanzi alla quale sta prominente lo sperone, anticamente chiamato rostro".
Per quanto riguarda la composizione e le mansioni dell'equipaggio, tra i marinai uno era addetto agli alberi; uno alle vele; altri aveva funzioni di pilota. E poi ancora c'erano otto timonieri, otto prodieri per la manovra delle ancore e delle vele, otto alighieri addetti alle manovre dei ganci d'accosto (detti appunto alighieri).
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