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| LE PAROLE DEL MARE |
| Fenici: popolazione |
Nella storia dell'Occidente tra le prime grandi popolazioni note per la loro abilità marinara ci sono i Fenici i quali potevano vantare una invidiabile conoscenza dell'arte della navigazione, la conoscenza e l'uso dei materiali da navigazione, la conoscenza dei mari e delle rotte.
Spinti come sempre accade nella storia da necessità e dal bisogno i Fenici arrivarono pertanto a compiere alcune traversate, inedite per quei tempi, giungendo in breve a conquistare le rotte atlantiche di Europa ed Africa. La loro navigazione avveniva o per piccolo cabotaggio oppure per lungo corso. La prima consiste nella navigazione a vista delle coste ed avviene per lo più di giorno (collega posti piuttosto vicini tra loro). La seconda invece si effettua in mare aperto, a una maggiore distanza dalle coste, anche se molto probabilmente ancora in vista della costa. Non c'erano molte rotte a quei tempi che non avessero chiari riferimenti costieri, ciò nondimeno nel caso in cui questo fosse accaduto (Baleari e da e verso la Sardegna), i Fenici erano in grado di orientarsi grazie al riferimento costituito dall'Orsa Minore, non a caso nota anche come Stella Fenicia.
Giunsero in questo modo a circumnavigare il continente africano, da Est verso Ovest, su incarico del faraone Necao alla fine del VII secolo a.C., ancora più noto - anche attraverso i testi della letteratura greca e latina - il viaggio del cartaginese Annone, che verso la fine del V secolo a.C., facendo vela da Cartagine verso l'oceano Atlantico, superò le colonne d'Ercole e giunse fino al golfo di Guinea. Altra grande impresa è infine quella di Imilcone (V sec a.C) che da Cartagine, raggiunse la Bretagna e le "isole Cassiteridi", corrispondenti alle isole dell'arcipelago britannico, molto ambite per i giacimenti di stagno.
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