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| LE PAROLE DEL MARE |
| Cook, James |
Il caso volle che fu proprio un uomo di poco talento - almeno in apparenza - a compiere nel XVIII secolo una delle ultime grandi imprese della storia delle esplorazioni per mare: James Cook. Figlio di un contadino scozzese che lavorava nello Yorkshire, Cook cominciò ad andar per mare quando gli altri suoi coetanei che lo avevano scelto come mestiere già lo facevano da anni. Le prime esperienze in adolescenza lo avevano avviato verso la Marina Militare per la quale fu impegnato in Canada, nel Quebec, in una serie di operazioni, anche se non di grande livello.
Successivamente il 26 agosto del 1768, partì con un tre alberi, l'Endeavour, alla volta del Pacifico per registrare dati relativi ad un allineamento astronomico Sole-Venere. A bordo dell'Endeavour Cook arrivò a compiere quello che nessuno si sarebbe mai atteso: l'esplorazione dell'area a sud est del Pacifico superando di gran lungo quanto era riuscito a fare fino ad allora l'ottimo Tasman (Nuova Zelanda).
Dopo le prime rilevazioni astronomiche infatti, Cook superò la Nuova Zelanda e si mosse verso la Nuova Olanda, l'Australia, esplorando zone che sarebbero divenute il Nuovo Galles o il Mare di Tasman. Si trattò di un viaggio lunghissimo che durò circa tre anni e durante il quale Cook mostrò insospettabile perizia anche nella gestione delle risorse umane che aveva a disposizione. Da lì a un anno sentì di nuovo il demone dell'esplorazione. Ripartì e giunse fin nelle isole Marchesi, in Nuova Caledonia, nell'isola di Pasqua, alle Hawai. Si era negli anni 1776-78.
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