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| LE PAROLE DEL MARE |
| Biologia marina in Mediterraneo |
Che vi troviate in Italia, Islanda, alle Hawaii o al Polo Nord, guardando il mare vi sembrerà di vedere solo un'enorme distesa di acqua tutta uguale e uniforme. Non lasciatevi ingannare, perché una volta scesi al di sotto della sua superficie, troverete davanti a voi un paesaggio eterogeneo, con deserti sabbiosi, valli ed anche catene montuose, il tutto correlato a forme di vita perfettamente integrate in essi.
È proprio questo, del resto, l'argomento della biologia marina che studia i fenomeni, le interazioni, i comportamenti degli organismi del mare, ciascuno nella propria nicchia e nell'habitat che lo contraddistingue. Tra i fondali più comuni, quello sabbioso, abitato da molteplici organismi. Alcuni tra i più noti rappresentanti sono: l'oloturia tra gli echinodermi, tra i pesci possiamo citare la sogliola, la tracina con aculeo velenifero sulla pinna dorsale, la mormora e la triglia di fango, tra i molluschi un bivalve particolarmente grande e ormai in via di estinzione è la Pinna nobilis.
A ben vedere diversi di questi animali trovano anche un'ottima collocazione all'interno del mercato ittico del Mediterraneo. L'aspetto uniforme di questo genere di fondali comunque non deve ingannare perché una grande varietà di piccoli animali, tra i più conosciuti: crostacei, anellini, molluschi, alcuni dei quali così piccoli da vivere tra i granelli di sabbia (organismi interstiziali), popolano questo "deserto". Se così non fosse, non troveremmo del resto tutti gli altri pesci che traggono nutrimento da questi primi abitanti dei fondali. Molte di queste specie devono però ora essere sottoposte a una qualche forma di protezione, considerando che la loro sopravvivenza è spesso in pericolo.
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