Vivere il Mare, iniziative per la diffusione della cultura del mare e dell'ambiente
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 LE PAROLE DEL MARE
Bandiere blu 2003 (Fee)
Sono 90 le località rivierasche su cui sventola quest'anno la bandiera blu, il riconoscimento della Fee (Fondazione per l'educazione ambientale), assegnato anche a 47 approdi turistici del nostro Paese, in collaborazione con Cobat e Coou (Consorzi obbligatori per la raccolta delle batterie e degli oli esausti), il Comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente e il Comando generale delle Capitanerie di Porto. Delle 90 Bandiere Blu, 88 sono state assegnate a comuni rivieraschi e 2 a località lacustri; 78 dei vincitori hanno ottenuto il riconoscimento per tutto il territorio comunale, 12 solo per alcune spiagge.

La maggior parte delle località premiate si trova al Centro-Nord e sulla Riviera Adriatica e alla Toscana va la palma della Regione più premiata, per le sue 12 bandiere. Nel confronto con gli altri Paesi del Mediterraneo, l'Italia è seconda rispetto alla Spagna (97 Comuni premiati) ed è seguita da Grecia (83), Francia (82) e Turchia (46). Tra le Regioni italiane, molto bene anche l'Emilia Romagna con 8 bandiere. In ascesa anche le Marche e l'Abruzzo, entrambe con 11 bandiere; bene Liguria (9) e Campania (7), anche se queste Regioni presentano gravi problemi la prima per la depurazione, la seconda per i rifiuti. La Puglia, pur con 7 bandiere, la Sicilia (2) e la Sardegna (3), denunciano un certo disinteresse verso i problemi ambientali, con l'esclusione dei comuni vincitori. Stabile la Calabria con 6 bandiere, il Lazio con 4 (ma un encomio va fatto alla Capitale che, con i suoi cinque depuratori ha permesso a località come Anzio di ottenere quest'anno l'agognato vessillo) e il Molise con 2; in miglioramento Basilicata e Friuli Venezia Giulia con 2 bandiere, 1 per il Veneto. La Lombardia e il Piemonte sono state premiate con due località lacustri.

Ecco tutte le località premiate: in Piemonte Cannobio (Verbania); in Lombardia Gennari e Punta Staffalo di Sirmione (BS); in Friuli Venezia Giulia Grado (GO) e Lignano Sabbiadoro (UD); in Veneto Bibione (VE); in Liguria Camporosso e Bordighera (IM), Bergeggi, Spiaggia Fornaci di Savona e Celle Ligure (SV), Chiavari, Lavagna e Moneglia (GE) e Lerici (SP); in Emilia Romagna Comacchio (FE), Ravenna e Cervia (RA), Gatteo a Mare e San Mauro Pascoli (FO), Rimini, Misano Adriatico e Cattolica (RN); in Toscana Massa Carrara e poi Forte dei Marmi, Pietrasanta, Camaiore e Viareggio (LU), Tirrenia (PI), Castiglioncello e Vada di Rosignano Marittimo, Bibbona e Castagneto Carducci (LI), Follonica, Castiglione della Pescaia e infine Grosseto; nelle Marche Gabicce Mare e Ponente di Pesaro (PS), Fano, Senigallia, Sirolo e Numana Bassa (AN), Scossicci di Porto Recanati (MC), Porto S. Giorgio, Cupra Marittima, Grottammare e S. Benedetto del Tronto (AP); nel Lazio Anzio (RM), Sabaudia, Sperlonga, Serapo e Sant'Agostino di Gaeta (LT); in Abruzzo Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi (TE), Alcione e Centro di Francavilla, Calata Turchino, Molo Sud San Vito Chietino, Vasto Marina e San Salvo (CH); in Molise Termoli e Campomarino (CB); in Campania Positano, Castellabate, Pollica, Ascea, Pisciotta, Vibonati e Sapri (SA); in Puglia Isole Tremiti (le uniche ad aver ottenuto la bandiera pur non avendo il depuratore che è però in arrivo), Rodi Garganico, Peschici, Mattinata (FG), Scalette e Salsello di Bisceglie (BA), Ostuni (BR) e Castrignano del Capo (LE); in Basilicata Maratea (PZ) e Policoro (MT); in Calabria Roseto Capo Spulico (CS), Cirò Marina (KR), Catanzaro Lido (CZ), Roccella Jonica, Marina di Gioiosa Jonica e Scilla (RC); in Sicilia Pozzallo (RG), Menfi (AG), Marsala (TP); in Sardegna Rena Bianca di Santa Teresa di Gallura e Maria Pia e Lazzaretto di Alghero (SS), Quartu Sant'Elena (CA).

Questi i criteri internazionali cui devono sottostare i Comuni per aspirare al riconoscimento della bandiera blu: la assoluta validità delle acque di balneazione con criteri molto più restrittivi rispetto al decreto in vigore (Dpr 470/1982); la perfetta depurazione delle acque reflue; raccolte differenziate, aree pedonali, piste ciclabili e aree verdi; arredo urbano curato, stabilimenti balneari custoditi e dotati di tutti i servizi; spazio per corsi di educazione ambientale, agevolazioni per portatori di handicap; strutture di accoglienza, informazioni turistiche e segnaletica adeguate; presenza di attività di pesca ben inserita nel contesto della località marina. Questa edizione della manifestazione è impostata sulla promozione di un turismo sostenibile e ha voluto premiare le località che si sono impegnate nel miglioramento dello stato dell'ambiente.

Tra i requisiti fondamentali ricordiamo anche i provvedimenti presi per il corretto recupero e smaltimento delle batterie esauste e degli oli usati. Il Cobat e il Coou insieme alla Fee da tempo sollecitano le Autorità marittime e portuali per la creazione delle "Isole nel Porto", strutture dove gli utenti possono consegnare le batterie e gli oli usati dei propri natanti, contribuendo così a ridurre notevolmente il rischio di dispersione in mare. Ad oggi sono già 48 le isole ecologiche installate in 23 porti italiani dove, solo l'anno scorso, sono stati conferiti 112.000 chili di batterie esauste e 145.000 chili di oli esausti.


 


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